[OFFERTA FINITA] Broccoli siciliani bio € 1,50 al kg se ne prendi 3 kg

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[OFFERTA ESAURITA E PERTANTO NON PIU’ VALIDA]

Ringraziamo chi li ha comprati.

Ora sono acquistabili nel nostro listino che trovate QUI al loro prezzo originale cioè € 2,20 al kg

Sotto, l’offerta pubblicata precedentemente e ora non più valida:

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Broccoli siciliani bio € 1,50 al kg se ne prendi 3 kg

Abbiamo un’alta disponibilità di broccoli siciliani nell’orto. Invece che € 2,20 al kg, se ne prendi 3 kg paghi solo 1,50 al kg!!

Qui di seguito le foto dei broccoli del nostro orto, scattate da Franca.

Gli ortaggi sono biologici coltivati al Casale di Martignano e hanno certificazione ICEA.

Come fare per ordinarli? Clicca qui e compila il listino che trovi nella pagina e scrivi il quantitativo che vuoi ed infine le informazioni personali alla fine del modulo.

Oppure in alternativa manda un’email a [email protected]

Foto scattata dal nostro ortoda Franca

Foto scattata dal nostro ortoda Franca

Broccolo siciliano

Vota per Barikamà: Bando Agricoltura Sociale 50.000 euro

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Bando Agricoltura Sociale: premio 50.000 euro

27AFratoni-96791Abbiamo partecipato ad un bando sull’ Agricoltura Sociale da 50 mila euro per l’inserimento sociale e lavorativo di ragazzi Africani che sono stati sfruttati nelle campagne Italiane e ragazzi Italiani con sindrome di Asperger attraverso la produzione, distribuzione in bici e vendita di yogurt e verdure biologiche (vedi descrizione sintetica sotto).

Per vincere serve il tuo voto!

(il progetto che ottiene più voti ha 5 punti in più nella graduatoria)

Per votare:

–  iscriviti http://www.coltiviamoagricolturasociale.it/iscriviti/

– conferma l’email

– va qui http://www.coltiviamoagricolturasociale.it/progetto/verdure-yogurt-bici/ e clicca sotto la scritta “Vota”.

Diffondi a più persone possibili!

Vota entro il 29 Novembre 2016 ore: 23:59

Descrizione Progetto

‘Verdure e yogurt in bici: un incontro di culture tra città e campagna
è un innovativo progetto della Cooperativa Sociale Barikamà in collaborazione con l’ Azienda Agricola Eredi Ferrazza gestito da e per ragazzi Africani che sono stati sfruttati come braccianti agricoli nelle campagne Italiane e ragazzi Italiani con Disturbo dello Spettro Autistico. Riguarda l’inserimento sociale e lavorativo attraverso la produzione, trasformazione, distribuzione in bici e vendita di yogurt ed ortaggi biologici. Le persone, la sostenibilità ambientale e la condivisione delle culture sono al centro della nostra attività. Dalla terra diffondiamo reti di cittadinanza attiva che uniscono la città alla campagna e contrastano l’isolamento. Vienici a trovare, partecipa ai nostri laboratori, ti faremo assaggiare i nostri buonissimi prodotti artigianali a Km 0!

 

GRAZIE!

Piuculture- BARIKAMÀ E IL CHIOSCO DI PARCO NEMORENSE: CONTRATTO FIRMATO

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BARIKAMÀ E IL CHIOSCO DI PARCO NEMORENSE: CONTRATTO FIRMATO

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“L’ATI (Associazione Temporanea di Imprese) avente come capofila la 
Cooperativa sociale Barikamà ha firmato con il Comune di Roma il contratto di affidamento del chiosco-bar e di manutenzione del parco Nemorense“. Francesca Del Bello, presidente del Municipio II, apre così l’assemblea pubblica del 30 ottobre che si è svolta proprio all’interno del parco. Il chiosco non aprirà prima di 60 giorni ma le attività di cura dello spazio verde cominceranno subito e con la collaborazione di comitati di quartiere, cittadini del territorio e i ragazzi che gestiranno l’attività del bar.

A Ottobre 2015 la cooperativa Barikamà, insieme a Grandma srl, un bistrot gestito da ragazzi al Quadraro vecchio, e l’Azienda Agricola Eredi Ferrazza di Martignano, vince il bando per la gestione del chiosco situato all’interno del parco. La diatriba che ha portato un forte ritardo nella firma del contratto riguarda l’abbattimento del canone concessorio che era di euro 4.683,92. L’art. 3 del bando prevedeva la possibilità di compensarlo integralmente con lo svolgimento delle attività manutentive dello spazio verde. La proposta di Barikamà consisteva nell’assunzione di due lavoratori full time ed uno part time.

“Ci hanno chiesto il canone concessorio pieno e i servizi di manutenzione intatti, quindi si andava a pagare il doppio. Con una serie di incontri si è arrivati a una formula migliore. Garantiamo la cura dello spazio verde e paghiamo il 20% del canone, circa 1000 euro al mese”, spiega Mauro che lavora con Barikamà dal 2014 ed è presente all’assemblea. Continua spiegando che il chiosco è chiuso dal 2014  e il Comune lo consegna così com’è. “Pagheremo tutto noi. L’immobile è da sistemare ma pensavamo di trovarlo in condizioni peggiori”. Mauro ha la sindrome di Asperger, un lieve disturbo dello spettro autistico. Ci tiene a chiarire che la società non è strutturata per una persona con autismo soprattutto a causa della forte disinformazione. “Le aziende preferiscono assumere persone con disabilità fisiche piuttosto che mentali. Quello di Barikamà è sicuramente un contesto più favorevole”. La cooperativa produce e vende yogurt e ortaggi biologici e nasce dal rifiuto dello sfruttamento e dal desiderio di emanciparsi.

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Con Mauro c’è Matteo, tirocinante presso Barikamà da luglio, anche lui affetto dalla sindrome di Asperger. A parco Nemorense ci sono anche Aboubakar che fa parte della cooperativa dal 2011 e Ismael che ci lavora da due anni. Entrambi hanno scelto di lasciarsi alle spalle lo sfruttamento nelle campagne italiane e di essere padroni delle loro vite.

“Noi con l’esperienza di Grandma garantiremo la formazione e l’inserimento lavorativo dei ragazzi. Siamo certi del risultato perché sappiamo che il prodotto è di qualità e Barikamà ci mette anche l’elemento di inclusione sociale”, spiega Lorenzo Leonetti, uno dei fondatori del bistrot. L’offerta eno-gastronomica del chiosco promuoverà il commercio equo e solidale,  prodotti biologici a km zero e produzioni artigianali.

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L’assemblea non è solo l’occasione per un confronto tra cittadini e istituzioni locali ma anche per la presentazione del nuovo Regolamento per la gestione dei beni comuni approvato in Giunta. L’ assessore alle politiche giovanili Lucrezia Colmayer spiega che l’obiettivo è quello di rendere possibile la collaborazione diretta fra Amministrazione locale e cittadini del territorio attraverso patti semplici come la cura di un albero o patti complessi che riguardano ad esempio immobili in disuso. Il Presidente del Municipio II specifica che  al momento non si hanno competenze dirette sulle aree verdi, ma è stata fatta richiesta al Comune per il decentramento del verde di quartiere. “Mafia Capitale ha fatto emergere monopoli non solo negli spazi verdi ma anche nella gestione di quelli riservati ai bambini con il rischio che siano appaltati ai soliti noti”,  denuncia Rino Fabiano assessore all’Ambiente. Sono tanti i passi da fare e i nodi buracratici da sciogliere ma per ora un grande in bocca a lupo ai ragazzi di Barikamà per questa nuova avventura.

Sara Gomida

2/11/2016

Articolo originale: logo_piculture_20151

Radio Radicale: Barikamà, da Rosarno allo yogurt biologico

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Barikamà, da Rosarno allo yogurt biologico

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Cheikh è arrivato in Europa in aereo. Giocava a calcio, in Senegal: un allenatore lo ha notato e gli ha proposto di fare un provino per il Benfica, in Portogallo. Erano in cinque quel giorno: ne hanno presi due, ma a lui non è andata bene. Così se ne è andato: ha deciso di raggiungere un amico in Italia. Ha fatto qualche altro provino, ma il suo visto ormai era scaduto: “E se sei irregolare – racconta – nessuno ti fa giocare”. Cheikh ha iniziato a lavorare nei campi, in Puglia e a Rosarno. È riuscito a ottenere il permesso di soggiorno dopo due anni che era in Italia, con la sanatoria del 2009. Cheickh è figlio di agricoltori e quando era in Senegal studiava biologia: oggi è uno dei soci della cooperativa Barikamà, che in lingua bamabara significa resistenza, resilienza.

Barikamà nasce idealmente a Rosarno, una cittadina della Calabria: “Lavoravamo 12 ore nei campi, per 20 euro – racconta Suleman Diara, fondatore della cooperativa –, vivevamo dentro le fabbriche abbandonate, o dentro baracche di plastica e di cartone”. Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio del 2010 due uomini sparano con un fucile ad aria compressa a tre migranti, ferendone uno in modo grave: “C’è stata una manifestazione, per dire no allo sfruttamento – continua Suleman –, ma il giorno dopo è arrivata la polizia e ci ha detto che dovevamo andarcene da Rosarno, altrimenti ci avrebbero ammazzato”.

A Roma, senza permesso di soggiorno, Suleman, con centinaia di altre persone ha dormito per settimane alla stazione Termini. Poi ha conosciuto gli attivisti della Snia, una ex-fabbrica occupata sulla via Prenestina. Ha iniziato ha studiare italiano e finalmente ha ottenuto un permesso di soggiorno per protezione umanitaria.

“Quando abbiamo iniziato a fare lo yogurt facevamo 15 litri a settimana. Ora siamo su una media di 200”, ricorda Suleman. Nel 2011 è stata fondata ufficialmente la cooperativa e due anni fa la produzione dello yogurt è stata spostata dalla Snia al casale di Martignano, a circa mezz’ora da Roma.

I soci della cooperativa oggi sono sette, di cinque paesi diversi: “Con noi lavorano anche dei ragazzi italiani con la sindrome di Asperger – spiega Suleman –, noi ci occupiamo della manodopera e loro del sito e della burocrazia”.

Una volta a settimana, quattro o cinque di loro trascorrono l’intera giornata a Martignano. Il latte proviene da un’azienda agricola della zona. Per la lavorazione al caseificio pagano un affitto in base alla quantità di latte lavorato e oltre allo yogurt hanno iniziato a coltivare un orto, con prodotti di stagione. “Vendiamo attraverso i Gas, i gruppi di acquisto solidale e nei mercati del fine-settimana”, spiega Suleman. Lo yogurt si può anche ordinare: la consegna, in bici, di solito è in giornata o entro il giorno successivo all’ordine.

Quasi un anno la cooperativa si è aggiudicata il bando del Comune di Roma per la gestione del bar e la manutenzione del Parco Nemorense. Dopo una serie di ritardi il chiosco dovrebbe finalmente aprire tra fine anno e gennaio. “Capire cosa si mangia, rispettare l’ambiente e sostenere i lavoratori – conclude Suleman –, solo così si può superare lo sfruttamento”.

Il link all’articolo originale lo trovate cliccando sull’immagine accanto: download

La Repubblica: a gennaio riapre il chiosco del parco Nemorense

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Roma, a gennaio riapre il chiosco del parco Nemorense

Dopo una lunga trafila burocratica e una diatriba tra il dipartimento al Patrimonio del Comune e quello all’Ambiente sui canoni di affitto, i nuovi affidatari, due giorni fa, hanno finalmente preso possesso della struttura. Tra loro ci sono i migranti della cooperativa Barikamà

di LUCA MONACO

 
Roma, a gennaio riapre il chiosco del parco Nemorense

Lo yogurt prodotto dai migranti della cooperativa sociale Barikamà sul lago di Martignano. Il pane a lievitazione artigianale e i dolci artigianali del bistrot Grandma di via del Corneli, al Quadraro e i prodotti biologici dell’azienda agricola Eredi Ferrazza di Martignano. Riaprirà a fine gennaio con una nuova gestione, per i prossimi 6 anni, il chiosco del parco Nemorense. L’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata il bando il 5 ottobre del 2015 si incaricherà anche della cura dei giardini. Dopo una lunga trafila burocratica e una diatriba tra il dipartimento al Patrimonio del Comune (proprietario del chiosco) e quello all’Ambiente (responsabile della cura del parco) sui canoni di affitto, i nuovi soggetti, due giorni fa, hanno finalmente preso possesso della struttura. “In accordo col municipio II – spiega Lorenzo Leonetti, del bistrot Grandma – entro fine mese avvieremo la manutenzione del parco”. Il progetto prevede l’inserimento lavorativo dei migranti e dei ragazzi con sindrome di Asperger, un disturbo dello spettro autistico: vuole essere il primo esempio di impresa sociale concorrenziale sul mercato.

L’articolo prosegue al seguente link: http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/11/09/news/roma_a_gennaio_riapre_il_chiosco_del_parco_nemorense-151697867/